Il silenzio di B. : presentato in biblioteca il romanzo di Oliviero Carugo

 
 
L’incontro di Oliviero Carugo con la Biblioteca di Aprica ricorda l’incipit di un romanzo: ha inizio con un pacchettino giunto nel mese di novembre, quando in biblioteca c’è un solo volontario per turno, e talvolta ne arriva un altro, per condividere una tisana ed aiutare con i libri in alto. Il pacchettino, senza mittente né messaggi, conteneva, fresco di stampa, ‘Il segreto di B.’, primo romanzo di Oliviero Carugo.
Qualche mese dopo - e molta gente e molti gradi in più - il professor Carugo è in Biblioteca a presentare ad un pubblico numeroso, e a qualche suo parente emozionato, il suo romanzo. L’aveva fatto spedire alla Biblioteca di Aprica, spiega, perché ‘la valtellinitudine non muore mai’: i volontari della Biblioteca hanno molto apprezzato il gesto ed il racconto ed ora sono onorati che, da Vienna, dove vive, il prof. Carugo abbia riservato un pomeriggio, nel corso del suo breve viaggio estivo in Italia, per accettare l’invito dei volontari dell’associazione Biblios per parlare di B., la protagonista del suo libro.
Oliviero Carugo è stato professore universitario di chimica ed ha all’attivo molte pubblicazioni scientifiche, ‘circa sei milioni e mezzo di caratteri (spazi inclusi)’ scherza lui, ed alcuni saggi divulgativi, l’ultimo dei quali, ‘Amedeo Avogadro e il peso delle molecole’, ha presentato in maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino.  
In pensione da pochi mesi, si dedica in modo più sistematico, ‘ogni mattina, per evitare di andare a supervisionare i cantieri’, alla scrittura, che in realtà ha sempre fatto parte della sua vita, dal liceo classico in poi. Il romanzo, la cui ispirazione ha avuto origine proprio riflettendo sul paese di Aprica, ed in particolare sul suo piccolo cimitero, nel corso di un viaggio in auto di circa cinque anni fa, è narrato in prima persona dalla protagonista, indicata solo con l’iniziale B., e si apre con un incipit folgorante: ‘sono morta da tre giorni, ma non se n’è accorto nessuno’. E così, alternando cinismo e lievità, B. ripercorre la sua vita: gli amori, gli studi e l’attività di ricercatrice chimica, i genitori e i pochi amici.
Ambientato nel 2065, il romanzo può far pensare ad una visione distopica, in relazione allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e al rischio di un progressivo isolamento sociale; In realtà l’autore, che pure ha invitato a mantenere un atteggiamento critico verso questi strumenti, attraverso la storia della sua protagonista desidera riflettere sul destino delle persone che non riescono a raggiungere gli obiettivi che si sono prefissi. Il filo conduttore della discussione è stato il tema della "sconfitta” di B.: in questo l'autore ha indicato una delle chiavi di lettura del libro, che diventa una possibile voce per chi, nella propria vita, viene etichettato come perdente da una società orientata al successo.
L’interazione con Paola Trotti, volontaria della Biblioteca incaricata di condurre la chiacchierata, e con il pubblico che ha posto alcune domande sul romanzo, ha rivelato un autore arguto e interessante, le cui risposte hanno avvinto i presenti che alla fine si sono contesi l’unica copia al momento disponibile in Aprica (proprio quella che viaggiò nel celebre pacchettino, che ora porta una dedica autografa).
Oliviero Carugo, che per i meno giovani è il figlio dell’indimenticato dottor Carugo, primo laureato in medicina di Aprica e a lungo medico condotto a Teglio, per gli amici della Biblioteca di Aprica e per gli ospiti estivi ha oscurato la fama paterna ed ora in molti aspettano il frutto di nuove fatiche letterarie.